Diario di una Cat Nanny

Questo diario nasce dal mio amore profondo per i gatti, con cui vivo da oltre 30 anni. Oggi li accudisco a domicilio con attenzione, rispetto e sensibilità, offrendo un servizio di cat sitting a Milano pensato per ogni singolo micio, nel suo ambiente familiare.

In queste pagine non troverai pubblicità o offerte, ma racconti, riflessioni ed esperienze quotidiane.

Piccoli consigli per chi ama i gatti e vuole capirli un po’ di più, anche nei momenti delicati — come un’assenza, un cambiamento o una semplice giornata diversa.

Ogni gatto è unico. E io sono qui per raccontarlo.

La ricerca della tata giusta è certamente un momento di grande apprensione per i genitori dei pelosetti di tutto il mondo. Perché diciamocelo, trovare qualcuno che provi lo stesso profondo amore che noi proviamo nei loro confronti, è tutt’altro che semplice!

Adottando i nostri pelosi, abbiamo fatto si, un patto d’amore (non mi piace definirlo sacrificio…e anche per diversi anni della nostra vita), ma è altrettanto vero che nessuno ha stabilito che dopo un’adozione, bisogna necessariamente rinunciare a tutto il resto, anche se molto spesso è quello che vogliono farci credere. È certamente una responsabilità enorme, ma la nostra salute è pari a quella che garantiamo loro durante gli anni di questa bellissima convivenza. Anzi è nostro dovere rimanere in forma per garantire loro, protezione e amore eterno. Quindi, si alle vacanze ma anche si, al cat sitter giusto!

E allora, quali caratteristiche deve avere la Nanny perfetta? 😎🐱♥️

Bè, innazitutto, affidiamoci alle nostre sensazioni. Fiducia e amore per gli animali (si percepiscono a pelle!), sono gli ingredienti principali. Noi, che conosciamo bene il nostro gatto, possiamo individuare dal suo atteggiamento, cosa ne pensa dello sconosciuto che ha di fronte. Per esempio, un gatto che dopo averci annusato, non mostra alcun cambiamento di abitudini ed è sereno, ci sta già dimostrando grande fiducia. Attenzione invece, quando il micio, si approccia si in maniera interessata allo sconosciuto, ma mostra segni di insofferenza. Ricordo che una sera, io e il mio compagno, invitammo degli amici a cena. Tra di loro, anche persone che non facevano parte del gruppo. Uno dei miei gatti, incuriosito, le si avvicinò, ma iniziò ad avere un atteggiamento atipico per la sua indole docile e amabile. Stirando le zampe in avanti, iniziò a grattare nervosamente e copiosamente il copri divano in direzione della ragazza, al punto che dovetti allontanarlo per interrompere quello strano stato di nevrosi. Non nego che prima di lui, avevo già notato qualcosa di strano in lei ed evito qui di raccontare cosa successe a fine serata. La cosa certa e che entrambi, ci avevamo visto giusto! Questo, per ribadire quanto le nostre sensazioni, giochino un ruolo fondamentale nella scelta del cat sitter ideale.

Inoltre, sempre grazie al materiale informativo raccolto nel corso della mia esperienza, invito tutti i genitori dei piccoli felini a rivolgersi sempre a persone che convivono principalmente, se non esclusivamente con gatti e non con cani, essendo due realtà si, molto simili in termini di amore, ma molto diverse in termini di gestione di questi animali. Io stessa, pur amando alla follia il mondo animale, cani compresi, ho negato più volte la mia disponibilità come dog sitter, avendo speso un tempo davvero limitato della mia vita con loro.

Stabilita l’affinità umana, possiamo poi dedicarci totalmente ai veri protagonisti di questa ‘avventura’, i nostri gatti! Assicuriamoci che in nostra assenza, possano sentirsi totalmente a loro agio, lasciandogli a disposizione i loro giochi preferiti, ma anche copertine e scatole che usano abitualmente e che potranno condividere con la nuova o il nuovo tato. 

➡️ Lasciandoli nell’ambiente in cui sono cresciuti e in cui hanno sviluppato le loro certezze e abitudini, potranno, una volta soddisfatte le loro necessità, godersi in pace il loro preziosissimo territorio.

Certamente, invitare a casa propria per la prima volta la Cat Nanny, mettendole nelle mani un pacchettino di ‘treats’ (dolcetti), per testare la qualità del servizio offerto, oltre a non creare i migliori presupposti per il periodo di copertura richiesto, sminuirà la qualità del servizio offerto stesso. Spesso, le persone (il più delle volte donne) che decidono di approcciarsi a questa professione, sono a loro volta proprietarie di animali da compagnia e molti, da ormai tantissimi anni, perciò non hanno bisogno di essere messi alla prova in un contesto che fa parte della loro quotidianità.

Recentemente, mi sono ritrovata a ‘discutere’ in tutta libertà, con una mia cliente simpaticissima, delle tariffe percepite dalle Cat Sitters. E qui si apre un mondo che mi piacerebbe condividere con voi perché trovo che questo, sia un dato di assoluta importanza per comprenderne dinamiche e verità, e perché no, anche falsità in merito.

Ora, per l’anno 2024, è stato calcolato che un Pet Sitter a Milano, può richiedere dai €7 ai €18 all’ora e anche l’esperienza stessa dei clienti, farebbe affiorare questo dato del tutto veritiero e interessante. Quanti di noi, nel corso del tempo, hanno dovuto affidarsi a più di una cat sitter per i motivi che tutti conosciamo? Credo in tantissimi. Non è raro ritrovarsi di fronte a richieste molto diverse tra di loro che a volte ci sorprendono per la loro economicità, altre che invece, suscitano disappunto per il costo, a nostro parere, esagerato.

Ormai da qualche tempo, mi sono approcciata a questo fantastico, dinamico e variegato (a volte anche avariato!), mondo del cat sitting. Ed è proprio da questo ultimo paragrafo che mi piacerebbe spiegarvi da dove nascono le differenze di prezzo.

Inizialmente, potrebbe suscitare un sorriso, l’idea di servizio di cat sitting come servizio stressante. ‘Ma dai, per due passaggi al giorno (a volte anche solo uno), mettere una ciotola di cibo per terra, pulire la lettiera e muovere una cordicella da cui penzola un topino di pezza per intrattenere il micio, quale stress potrà mai provocare?’ Purtroppo, non è esattamente così che funziona e vi dico subito il perché. Al di là dello spostamento che non è sempre quello che ti conduce dalla porta di casa tua a quella del vicino e magari, sullo stesso pianerottolo, il cat sitter, sin dal primo incontro con te e il tuo micio o mici, si sta già assumendo una grandissima responsabilità (almeno per chi come me, la considera come tale). Quando sarai via, si recherà presso la tua abitazione e dovrà assicurarsi, non solo che il tuo micio abbia tutto ciò di cui ha bisogno (🐱🧹🐟🎣♥️🤗), mettere in pratica le istruzioni che gli avrai elencato prima di partire (banali per te, ma non per il cat sitter che vive altrove e con abitudini differenti dalle tue), ma sincerarsi anche di lasciare in ordine e in sicurezza il tuo appartamento 🏡🔒.

Il secondo quesito, forse a parere di alcuni banale e discutibile ma ahimè verissimo, è il seguente: esistono realmente cat sitters più bravi, empatici, disponibili, educati che offrono un servizio migliore e più preciso di altri? La risposta è si. Meglio non considerare l’aspetto economico come prioritario, quando si tratta dei nostri bimbi pelosi. Risparmiamo si per andare in vacanza, ma anche per assicurare ai nostri amici a quattro zampe l’attenzione e la sicurezza che si meritano in nostra assenza.

⚠️ Spesso, chi offre il servizio di cat sitting a prezzi molto contenuti, propone contemporaneamente altri tipi di servizi, come baby sitting, dog sitting, pulizie, ma sa già cosa offrirà al suo cliente. E cioè poca attenzione e conoscenza superficiale di ognuno di questi settori e invece più interesse per l’aspetto economico. E poi si sa, quando si fanno troppe cose insieme, la qualità ne viene meno.

Io, nel rispetto della mia scelta e della mia conoscenza, ho rifiutato molte richieste di dog sitting, uno perché la mia esperienza con i cani è davvero limitata pur amandoli moltissimo. E soprattutto perché speculare sugli esseri viventi (atteggiamento molto diffuso), trovo sia veramente triste e patetico.

Per quanto riguarda alla falsità accennata sopra, purtroppo, non è sempre facile riconoscere l’inganno e spesso lo si subisce a servizio iniziato o terminato. Io stessa, mi sono affidata in passato a presunti cat sitters, ritrovandomi di fronte a ‘casi umani’ sconcertanti, come quello ad esempio di una cat sitter che si spacciava come presente e attiva all’interno dell’appartamento, (ignara delle telecamere installate in ogni singola camera seppur ben visibili), invece totalmente assente e che effettuava un servizio ad orari personalizzati e tardivi rispetto alle abitudini dei miei gatti e alle mie richieste. Per non parlare di maltrattamenti da parte di un’altra ‘operatrice’ del settore, denunciata all’associazione che ce l’aveva inviata, la quale però ha negato ogni accaduto a favore dell’operatrice. Eppure anche questi personaggi, si concedono il privilegio di prezzi tutt’altro che compatibili con il servizio offerto.

Cosa dire, purtroppo, ci sono persone con specializzazioni e attitudini molto diverse e lontane dal mondo animale ma che decidono di avvicinarcisi, solo ed esclusivamente per un ritorno economico, per arrotondare e molti volontari perché le prospettive di guadagno si fanno interessanti e così via. Un modo facile (all’apparenza appunto) e veloce per guadagnare ma in quanto a passione per gli animali, davvero poca. E ahimè, non è sempre detto che il cat sitter a sua volta proprietario di un animale, sia la persona giusta a prendersi cura dei nostri di animali, ma tra i tanti, forse il più idoneo a comprenderne le necessità di base.

Quando decidiamo di condividere la nostra vita con un amico peloso, o meglio, quando decidiamo di entrare a far parte della loro vita, soprattutto se si tratta della prima esperienza (ma non solo), non affidiamoci al caso. Non esiste errore più grande che far prevalere l’entusiasmo alle incombenze che un’adozione comporta.

Con questo, la mia intenzione non è quella di scoraggiare questo bellissimo atto d’amore, ma utilizzare il materiale raccolto nel corso della mia decennale esperienza con i felini, condividendolo con voi.

Partiamo col dire che adottare un gatto (soprattutto in questo particolare periodo storico), comporta costi di un certo tipo. Si, l’adozione spesso è gratuita, o richiedere solo un piccolo contributo per le spese sostenute per vaccinazioni e sterilizzazioni, ma poi? Sin da subito, chiediamoci quali saranno tutte le altre spese che dovremo affrontare. E non saranno poche. Questo per evitare di ritrovarci di fronte poi a spiacevoli situazioni, come quella di dover ridare indietro il micio all’associazione o all’allevamento che ce l’aveva dato in adozione o ancora peggio, optare per l’abbandono.

Fatta questa piccola premessa a tratti un po’ triste ma fondamentale, se, fatti due calcoli (nel vero senso della parola), i conti tornano, allora, mettiamoci subito alla ricerca di un gatto affine al nostro stile di vita e al nostro carattere e che sia compatibile con il contesto famigliare in cui viviamo (prendiamoci tutto il tempo di cui abbiamo bisogno per decidere, anche anni, perché un animale da compagnia è PER SEMPRE! ♥️).

A questo punto, dal trasportino a casa, il percorso è brevissimo. Da quel momento, trascorreremo ore, giorni e anni insieme a lui/lei/loro e anche quando vivremo momenti di alti e bassi, e l’alternarsi di periodi di energia a quelli di stanchezza, al nostro micio, non dovrà mancare comunque nulla, sia in termini di affetto che di cure e di soddisfazione delle sue necessità.

E allora cosa piace al nostro gatto?

1. LA PULIZIA 🧽💦 innanzitutto. La lettiera, intesa come come contenitore (ormai disponibile in una miriade di forme, aperte o chiuse), va lavata e disinfettata periodicamente. Il gatto è un animale estremamente pulito e prima o poi, darà segni di insofferenza e stress 🙀 se incomincerà a vivere a contatto con oggetti di cui fa un uso quotidiano sporchi e in generale se l’ambiente in cui si muove, verrà trascurato. Discorso simile, va fatto naturalmente per la sabbia, a cui andrebbe riservata però una riflessione ampissima, sia per la varietà di prodotti presenti sul mercato, sia per il rapporto particolare che ogni micio sviluppa nei confronti della propria lettiera. Un capitolo che definirei delicato e che magari tratterò in futuro.

Anche le ciotole della pappa e dell’acqua, meglio se in acciaio o ceramica e non in plastica, andrebbero pulite con frequenza, sopratutto se si vive in città e si usa l’acqua del rubinetto, super calcarea! Chi ha animali in casa, sa bene cosa vuol dire, passare le dita all’interno della ciotola e percepire quel fastidioso strato di calcare. Che oltretutto, mischiato all’acqua, non è proprio un toccasana per la salute del nostro peloso. Più volte, per i sittings, mi è capitato di portare con me, una bottiglia di aceto bianco (anche perché il suo costo, è davvero irrisorio e si aggira intorno ai €0,60). Riempio la ciotola (o il piatto, in base a quello che mi viene fornito), con acqua (calda è più efficace) e aceto, lascio in ammollo per il tempo del sitting, risciacquo bene e rimetto a terra una ciotola di acqua fresca e PULITA. Lo faccio perché trovo che sia un atto di grande rispetto e amore nei confronti dei miei clienti pelosi e non. D’altronde, chi avrebbe piacere di bere un bicchiere di acqua dal rubinetto, misto a materiale calcareo? Io, sinceramente no, ma sono una di quelle persone che sta ancora cercando una soluzione alternativa e valida all’acqua della bottiglia e per i suoi mici, nell’acqua delle fontanelle, ci mette il filtro.

Ma anche i giochi e i lettini stessi, se lavabili, ogni tanto, si ‘meritano’ una bella sciacquata e i nostri batuffoli ci saranno grati. Chi vive con i pets sa bene quanto sia gratificante per loro saltare su un letto a lenzuola e coperte cambiate e profumate. Per non parlare della pila di panni ancora da stirare (o stirati, ancora caldi di ferro da stiro!), luogo di pura goduria! Cosa dire. Il gatto è un animale che di pulizia se ne intende e spesso più degli esseri umani!

2. Lo so, la casa non dovrebbe assomigliare a un parco giochi, ma quando decidiamo di adottare un animale (d’altronde succede in presenza di bambini, perché no allora, con i nostri amici a quattro zampe?), non dobbiamo dimenticarci che l’ambiente diventerà il loro spazio principale, soprattutto se parliamo di gatti indoor che vivono solo o prevalentemente in casa. Creare un ambiente su misura (che non vuol dire per forza disordinato), oltre ad altri fattori importanti al benessere del gatto, sarà anche un modo per intrattenerlo mentre sarai via.

La scelta di diventare genitori di un micio, non è poi così diversa da altre scelte importanti che si fanno nel corso della vita. Come dicevo sopra, la decisione di adottare un gattino, non deve essere una scelta istintiva, come quella che si ha di fronte alla vetrina di un negozio di vestiti.

Vivere con un animale, vuole dire tante cose, tra le prime, avere una grande empatia nei loro confronti. E questa, per quella che è la mia esperienza, in alcune persone, manca totalmente, o meglio, manca quella relativa al rapporto animale/uomo. Sia chiaro. Con ciò, non intendo dire che queste persone non abbiano altri tipi di empatia, ma meglio evitare di forzare una relazione che fondamentalmente, non si stabilirà mai. Per noi, perché vivremo un rapporto fatto di maggiore fatica e frustrazione e per i nostri piccoli che non riuscendo a stabilire una connessione con noi, svilupperanno presto o tardi, segni di instabilità, tristezza e apatia e non godranno delle attenzioni che questa convivenza comporta.

Ho conosciuto persone che pur vivendo con un gatto ormai da molti anni e pur considerandolo parte della famiglia (perché che piaccia o meno è quello che diventerà, seppur nel ruolo di animale), si è limitata a dirmi ‘Ma alla fine è solo un gatto’. Un affermazione che è certamente da considerarsi da subito, come un campanello di allarme. Se lo si considera solo un gatto, forse è meglio non optare per ulteriori o future adozioni perché affermandolo, non gli si da il ruolo che si merita nel nostro cuore.

Poi, ci sono coloro che questa empatia, la svilupperanno grazie ai loro piccoli amici, nel corso del tempo. Eh si, perché gli animali ci cambiano dentro, ci mostrano e fanno emergere il nostro lato più sensibile e tantissime sfaccettature dell’amore, haimé, anche quelle di cui noi umani ci siamo in parte dimenticati. 

Anche il tema del viaggio è sicuramente un argomento non trascurabile. Rimanere in forma 💪🏼 e sereni per loro è fondamentale, come già spiegato precedentemente, ma lasciarlo troppo spesso a casa da solo, soprattutto se di micio ne abbiamo uno solo, può causare problemi comportamentali traducibili poi in dispetto e reazioni varie (agitazione immotivata, pipì sul letto, cacca 💩 fuori dalla lettiera e altro ancora). Perciò, se abbiamo in previsione di vivere una ‘vita spericolata’ come diceva Vasco Rossi in un suo brano, meglio optare per altri tipi di compagnia, sei d’accordo?

5 gennaio 2025

Ma parliamo del gioco e dei giocattoli. Un breve capitolo, non basterà a spiegarne preferenze e modalità, ma darne un’idea, sicuramente si.

Ormai, di giochini interattivi e non, ne sono stati inventati e lanciati sul mercato a migliaia, ma in realtà e qui mi spiace dover screditare un po’ il mercato del settore, di quelle migliaia, solo alcuni, regalano un feedback positivo in termini di accettazione del gatto, per non parlare di quello dei padroni che hanno investito in quell’oggetto. Il resto è storia come si dice. 

Se avete avuto modo come me di interagire con diversi gatti, (ma anche un paio di esperienze ne sosterrebbero la tesi), vi sarete resi conto che in fatto di gioco, hanno predisposizioni molto differenti. Nel senso che amano giocare in maniera totalmente diversa e con oggetti diversi. E la cosa curiosa è che molti di coloro che condividono con loro la quotidianità, si sono accorti, di quanto siano felici di giocare con le cose più assurde (che assurde poi non sono) e semplici, trovate per casa e fuori.

Ed ecco che come il gatto che vive anche fuori casa 🌳🪴 in grado di sfogare le sue naturali doti di cacciatore quello indoor ha sviluppato una grande immaginazione. Infatti, non è difficile vederlo camminare per casa con una foglia 🍃 in bocca strappata da una pianta sul balcone al posto della lucertola 🦎 trovata nel giardino. Oppure, utilizzare i nostri mobili per rampicate memorabili al posto degli alberi del vicino di casa! Gli oggetti di intrattenimento di design, sia chiaro, rimangono solo una nostra prerogativa.

Insomma, ‘ad ogni gatto, il suo gioco’. Va personalizzato in base al carattere dell’animale, seguendo anche quelle che sono le sue predisposizioni naturali. Discorso a parte ma non troppo è quello che coinvolge un gatto con evidenti problemi comportamentali. Il momento dell’intrattenimento, dovrà essere mirato, in modo da ottenere, insieme ad altri abitudini, un atteggiamento nuovo e più ‘salutare’. In passato, ho avuto modo di osservare un comportamentalista in azione e mi ha lasciato davvero molto materiale su cui riflettere e che voglio condividere con voi. 

Ad esempio, con un micio che è già per indole agitato 🙀 e in cui prevalgono i momenti di eccitazione 💥 a quelli di calma 🌅 sarà preferibile evitare di sbandieragli istericamente davanti la classica asticella con topino, preferendo invece, giochi che stimolino la sua curiosità e la sua intelligenza. Quelli più statici per intenderci, in cui il micio non debba fare i salti mortali per raggiungere la sue ‘preda’ e che non lo lascino in un mood adrenalinico alla fine della sessione di gioco. L’uso del laser ad esempio, puntato nelle vicinanze del gatto è spesso molto apprezzato sia dai mici che dai padroni stessi, che dopo una giornata di lavoro, non hanno le forze di correre per la casa facendo le veci del topo! 

Altro discorso, è quello relativo alle stanze da dedicare al gioco. Anche qui, le teorie sono molte.
Una mia cliente, su consiglio di un’ educatore felino, mi ha chiesto di mantenere le sessioni di gioco al di fuori della camera da letto, in modo che il micio, non disturbi il sonno dei padroni durante le ore notturne. L’istintività felina, mi fa pensare a questa azione, come inutile e addirittura dannosa, partendo da una considerazione molto comune e nota ai padroni di tutti i pelosi. Il solo fatto che la maggior parte di loro, mal sopporti le porte chiuse, la dice lunga. Anche se questo metodo sembrerebbe funzionare, perché questo è quello che mi è stato detto, per un animale così ‘spontaneo’ e dall’indole così ancora squisitamente ‘selvaggia’, questa limitazione creerà presto o tardi in lui o lei, grande confusione. Ad oggi, non a caso, ancora tanti dei nostri atteggiamenti e parole risultano loro del tutto sconosciuti.

Perciò, accettare un salto a volo d’angelo sul letto e un risveglio a colpi di testate ad orari indesiderati – che piaccia o meno – fa parte del pacchetto!

I gatti generalmente si autogestiscono, fanno quello che vogliono e nelle modalità che decidono loro. In breve, non sono cani (anche in molte occasioni non si comportano da meno!), perciò i tempi di insegnamento si allungano notevolmente e spesso i tentativi si rivelano fallimentari. Basti pensare che imparano da soli e sin da piccolissimi ad utilizzare la lettiera. Imporre il resto, e mi scuso per la ripetizione, non sortirà la risposta desiderata. Opinione ed esperienza personali, naturalmente.

E assolutamente rispettabili la scelta e le ideologie dei miei clienti.

15 giugno 2025

Purtroppo, nel corso della nostra vita, capitano più o meno spesso, eventi in grado di sconvolgere totalmente la routine e gli i nostri equilibri quotidiani. E visto che non molto tempo fa, sono stata protagonista di uno di questi eventi, mi piacerebbe dedicargli un capitolo che spero di poter in futuro ampliare, discutere e condividere con voi su piattaforme dedicate ad eventi online perché trovo l’esperienza vissuta, oltre che estremamente stressante e triste (da lacrime 24 H), allo stesso tempo, molto interessante sotto molti punti di vista. Naturalmente, sarà mia premura una volta organizzato l’evento, mettervi al corrente di modalità e tempistiche di questo incontro virtuale.

Non molto tempo fa, ed esattamente Il 5 febbraio di quest’anno, ho dovuto direi addio ad uno dei miei piccoli pelosetti. Aveva solo 10 anni e purtroppo dopo mesi di inutili tentativi per risolvere un problema ‘idiopatico’ (parola – passatemi il termine – insignificante, forse troppo spesso abusato e ancora molto in voga nel campo della medicina), ho dovuto prendere la decisione più difficile. Sono stati mesi durissimi, di grandi sacrifici, sia a livello emotivo che a livello economico e che mi hanno lasciato oltre a tantissima stanchezza, sconforto e rabbia, anche davvero molto materiale su cui riflettere. 

Tornando a noi, quando si tratta di malattie (e questo vale anche per noi esseri umani), si deve sempre prestare grandissima attenzione a ciò a cui la stessa, ci mette di fronte. In che senso? Ad esempio, grande senso dell’osservazione nella scelta del veterinario e della clinica a cui ci affideremo in caso di necessità. Ai nostri batuffoli manca la parola, quindi, saremo noi padroni, a fare da filtro/canale di trasmissione tra loro e il medico curante,  perciò, osservazione e attenzione alla descrizione dei sintomi e della situazione generale che daremo al Veterinario, sono fondamentali. Come fondamentale e per nulla trascurabile, è la scelta del Vet. Purtroppo, in più di un’occasione, mi sono ritrovata a raffrontarmi con professionisti/non professionisti del settore. ‘Missionari’ che lo sono solo in onore del Dio denaro ed altri, soprattutto nelle grandi cliniche che ancora acerbi di esperienza, lontani dalla cura ideale, vanno per tentativi. E quando questi falliscono, a pagarne le spese, sono proprio i nostri amici a quattro zampe.

E purtroppo, da lì al senso di colpa, il passo è brevissimo. Ma la vera colpa di chi è? Ma di questo, ne riparleremo.

Proprio poco tempo fa, mentre ero in visita dalla mia veterinaria, mi sono indirettamente trovata ‘coinvolta’ in una conversazione tra lei e una paziente, la quale dopo aver spiegato il suo caso (triste episodio inerente al suo giovane cane, deceduto a causa della malasanità veterinaria), chiedeva come avrebbe potuto comportarsi di fronte a una situazione di totale errore del personale medico della clinica a cui si era rivolta, riferendosi esplicitamente alla possibilità di denunciare quanto accaduto.

Inoltre, una cosa che ho notato persistere nel nostro paese e non in altri, è questa attitudine persistente al rispetto obbligato delle gerarchie in ogni settore lavorativo. Poca collaborazione tra professionisti, o meglio, di collaborazione tra giovani e anziani, fatto di scambio di idee e partecipazione attiva, a favore di sottomissione e obbedienza da parte delle cariche più anziane (che non per forza rappresentano lo scalino della perfezione nel loro settore, quello veterinario incluso), spesso danno come risultato eventi disastrosi, come quello della ragazza e del suo cane e in parte del mio. Un atteggiamento tutto italiano e che non a caso, vede il nostro paese travolto da questa copiosa e persistente fuga di cervelli verso realtà più flessibili e mature, passatemi il termine.

E tornando al senso di colpa a cui mi riferivo sopra, vorrei aprire un capitolo tutto dedicato e magari, trattarlo con gli stessi veterinari in uno dei miei futuri meeting online, per capirne modalità e ‘segreti professionali’.

Quando a luglio del 2024, il mio micio è stato per la prima volta colpito da un attacco epilettico, non nego di aver vissuto attimi di puro terrore. In tantissimi anni di convivenza con questi felines dalle sette vite, non mi era mai capitato un caso del genere. La corsa in pronto soccorso e per i successivi sei mesi, un calvario. E devo essere sincera. Se dicessi che sono stata felice del trattamento riservato al mio micio, non direi la verità. Tanti i professionisti con cui mi sono confrontata, tantissima fatica per entrare nel merito della medicina (perché spesso i medici faticano ad utilizzare termini semplici e comprensibili con i loro pazienti) e l’impressione che troppo spesso, i medici si affidino completamente ai testi universitari, quando invece, oltre a quelli, ogni caso, può rivelare dettagli importantissimi per una diagnosi corretta, decisivi per la prescrizione della cura ‘perfetta’.

Ed è quello che è stato fatto con il mio Capu. Un gatto ipersensibile, con un background che andava oltre agli aspetti puramente medici, legati all’epilessia di cui è stato protagonista in quei lunghi mesi, ma, e qui vengo al dunque, non solo la diagnosi iniziale mi ha coinvolto in domande del tipo: ‘Lei fa uso di droghe?’ Anche il giorno in cui ho dovuto far addormentare la mia creaturina, tecnicamente ‘perfettamente sana’, le parole della veterinaria di turno, mi hanno totalmente travolto, lasciandomi un vero senso di amaro in bocca, ma aggiungerei anche un senso di totale impotenza e di ingiustizia. 

Non bisogna essere medici per capire che i medicinali prescritti (oltre ai costi esorbitanti che le case farmaceutiche impongono al nostro paese e alla dipendenza che molti di questi provocano – spesso i trattamenti, soprattutto quelli per curare problemi neurologici, creano dipendenza. Sospendere la cura, vuol dire aspettarsi un bel 90% di reazioni avverse), stanno debilitando e peggiorando lo stato di salute del tuo gatto. 

Dopo la prima crisi e la prima degenza (a cui ne seguiranno tante altre) durata qualche giorno,  il micio è stato dimesso, ma purtroppo, i trattamenti ‘dipendenza’ avevano già fatto il loro corso, quindi sospenderli anche se gradualmente, non mi ha permesso di scegliere una strada alternativa e forse più adeguata. Dopo soli tre mesi, altro ricovero e così via fino al 5 febbraio 2025 quando, ormai totalmente ‘esaurita’ dalla situazione, nel frattempo degenerata, parlando con la veterinaria di turno di quella tragica sera, in cui mi è stata data l’opportunità di scegliere come procedere, mi è stato detto che in realtà la ‘cura’ alternativa c’era. Si trattava di un prodotto da somministrare per via rettale, ma essendo a base di oppiacei, non può essere prescritta, per i rischi che tutti conosciamo. Non vi dico, la sensazione di svuotamento che ho provato in quel momento. Ero senza parole e quell’ora di coccole prima dell’addio che mi era stata concessa, in definitiva, una bufala. E lasciatemi aggiungere che il mio gatto, è stato uno dei tanti esperimenti (falliti) che garantirà alla medicina, elementi utili al miglioramento dei trattamenti in casi come il mio e dei medicinali stessi, tra cui Gabapentin, Phenoleptil e Vetmedin (a conferma di quanto detto, in farmacia al ritiro di questo medicinale, mi era stato richiesto il numero di telefono: ‘Per chiederle che effetti ha avuto il medicinale al termine del trattamento’). Effetto che sappiamo tutti quali risultati ha dato.

Ora, capisco che negli ultimi trent’anni, l’uso di droghe, abbia comportato l’applicazione di restrizioni come quelle che vengono imposte di routine nei pronti soccorsi veterinari (ma immagino anche in quelli umani), e che impongono domande sull’uso di droghe o test ematici che ne attestino l’uso, ma credo dopo attenta riflessione che tutta questa ‘fobia collettiva’ (seppur seguita da dati certi), debba essere in qualche modo ridimensionata e ragionata caso per caso. 

Infatti, persone come me, dedite alle cose semplici, agli animali e allo sport (LA VERA DROGA!), domande del genere fanno sorridere ma allo stesso tempo, fanno pensare anche al fatto che chi fa veramente uso di droghe, cari veterinari, non verrà certo a dirvelo in faccia. Solo un esame ematico vi rivelerà la risposta. E allora, perché non proporre un esame del sangue anche al padrone e a conti fatti, di fronte ad analisi che non evidenziano alcuna presenza di stupefacienti, permettano la prescrizione di trattamenti più efficaci e salvavita per i nostri pets? Credo che tanti genitori (sani) di pelosi, sarebbero più che felici di fare questo test per poter trascorrere altri anni preziosi con i propri pelosetti!

Aggiornato nel mese di giugno 2025

Se deciderai di scegliermi come Nanny dei tuoi pelosetti, ti chiedo solo gentilmente di leggere quanto segue:

Ricordati di fornirmi tutte le informazioni ℹ️ (abitudini, necessità, problemi, ecc..), necessarie al benessere del tuo/tuoi peloso/i.

Ricordati di lasciarmi pappe (umido e secco), lettiera e sacchettini per la cacca a sufficienza, in modo che coprano tutto il periodo della tua assenza. Questo, per darmi la possibilità di dedicare l’intera durata del servizio, completamente al tuo/tuoi micio/i.

Ricordati di contattarmi per tempo 🤙🏼☎️📱 se per qualsiasi motivo, decidessi di rientrare prima o volessi prolungare i giorni della tua assenza, in modo da darmi la possibilità di accettare nuove richieste o rifiutarne.

Ricordati di segnalarmi la tua persona di fiducia e il suo numero di telefono, in caso di necessità.

Ricordo inoltre ai gentili proprietari che il servizio di cat sitting da me offerto è inteso come cura e pulizia delle aree frequentate dal/dai micio/mici e non alla pulizia della casa. Questo, ancora una volta, per darmi la possibilità di trascorrere il tempo del pacchetto scelto, esclusivamente ai tuoi pelosi e per la specificità stessa del servizio offerto.

GRAZIE! 🤗

Il mio Diario è in continuo aggiornamento. Torna a trovarmi. Grazie per aver visitato questa pagina e a presto!

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